Le rose d’inverno
di Antonello Cassan
Vi racconto brevemente una storia bellissima, di cui sono venuto a conoscenza, per caso.
Conosco un giardino con tante rose, bellissime, di tutti i colori, tipo e provenienza.
Il proprietario ne vanta da sempre la straordinaria bellezza e non ne ha mai raccontato l’eccezionale particolarità. Solo le rose hanno sempre saputo ogni cosa. Tutte hanno sempre tenuto, individualmente, per sé, il segreto. Tutte hanno sempre rispettato e mantenuto così la straordinaria importanza di ciò che erano e di ciò che sapevano.
Nel giardino ci sono rose messe da pochi anni, rose antiche con almeno tre generazioni di vita, rose provenienti da altre storie e altri giardini.
Tutte in comune hanno l’amore di chi le ha accudite e coltivate per generazioni.
Ciascuna di loro ha portato in sé la personalità e i segreti di chi ha amato, riamata e ha regalato, di anno in anno, colore, profumo, bellezza a ogni visitatore.
Fin qui nulla di diverso da qualsiasi giardino o roseto.
La particolarità è questa: alcune delle rose, hanno un nome e un cognome, corrispondono a una persona reale e ne rispecchiano la personalità. Non ci crederete ma è così.
Chi ha la fortuna di poter accudire questo “giardino dell’anima”, ha capito esattamente che ciascuna rosa corrisponde a una persona.
Voi penserete a queste rose come amanti, fidanzate/fidanzati, mogli o mariti. Ebbene non è necessariamente così. Sono rose amate profondamente o sono persone, che per il loro valore hanno lasciato un segno.
Oppure siamo noi specchiati nelle rose.
Il giardiniere parla la loro lingua mentre le accudisce, ricorda episodi, cresce, insieme a loro ne percepisce lo straordinario valore.
Tutte le rose conoscono l’individuo per il quale portano il nome. Non tutte le persone del giardino sanno di avere una rosa che porta il loro nome.
Lascio alla vostra immaginazione la meraviglia di questi equilibri, di queste straordinarie rose con nome e cognome che regalano e si regalano felicità e gioia.
Non ci crederete a fronte di eventi fortemente negativi, alcune muoiono, altre soffrono e non capiscono chi e cosa possa averle turbate tanto.
Il giardiniere non ha mai smesso di parlare a sé stesso e di parlare alle rose, tanto che alcune di loro hanno già dato le prime risposte con nuovi fiori all’inizio dell’inverno.
