L’autore restituisce la sua voce limpida e decisa alla giovane Lia Pipitone, vittima innocente di un sistema patriarcale basato su onore e omertà, in cui è meglio una figlia morta che una donna forte e libera. Lia vive a Palermo tra la fine degli anni Settanta e i primi Ottanta. Suo padre è un boss mafioso, ma lei non ne è consapevole, avendo sempre vissuto in quel contesto. Solo nel momento in cui decide di prendere in mano la sua vita i pezzi del puzzle che aveva da sempre sotto gli occhi vanno al loro posto e acquistano significato, e allora la sua ribellione, nata dal desiderio di crescere libera, rifiutando il ruolo di donna silenziosa e sottomessa all’uomo padrone, diventa anche rifiuto della mentalità che il sistema mafioso alimenta e sostiene.