La cura delle storie
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Dal 27 settembre al 1° ottobre 2023 non prendetevi impegni, perché IUn Ponte di storie sta per tornare con una VI edizione piena di sorprese!
Il tema filo conduttore di quest’anno sarà Radici e Ali: siamo partiti dall’idea di scavare nella memoria collettiva e personale per costruire insieme una nuova storia che permetta a bambini e ragazzi di spiccare il volo e disegnare il proprio futuro. Il tutto attraverso la narrativa, la poesia, l’illustrazione, l’arte, il teatro, la musica e il racconto orale, elementi costitutivi del nostro festival, che fioriranno e cresceranno come rami di un bellissimo albero.
La resilienza dei luoghi e delle nostre radici, la forza dei ricordi, delle immagini e delle parole che hanno accompagnato la nostra crescita sono il terreno sul quale in questa edizione si muoveranno autori, illustratori, artisti ed educatori. Prendendo per mano bambini e ragazzi e passando loro una sorta di testimone fatto di storie condivise, forti come le radici di un albero e preziose come ali.
Quest’anno l’artista padrino del festival sarà Peppo Bianchessi, che ha disegnato le radici e le ali del nuovo manifesto (qui sotto) e ci farà compagnia per tutto il festival con laboratori e incontri… e una personale che porterà a Ponte opere dal suo repertorio e installazioni site specific. . La mostra, che occuperà gli spazi del Teatro Comunale in piazza Luini, sarà concepita a partire dall’idea dell’albero come metafora di vita e ingloberà nel suo allestimento anche la consueta mostra di libri sempre sul tema.

Radici e Ali interpretato da Peppo Bianchessi, artista padrino della VI edizione del festival
Quante emozioni ci ha regalato l’ultima edizione di Un Ponte di storie? Sono state tante, tantissime, e particolarmente intense, soprattutto per il calore che ci ha circondato durante quelle giornate e dopo. Questa V edizione, fatta di veri e propri Scorci di poesia (come recita il suo titolo e filo conduttore), è stata un bellissimo compleanno per noi e per i nostri ragazzi: in questi cinque anni li abbiamo visti crescere e appassionarsi, e noi siamo cresciuti e ci siamo appassionati con loro… Non potevamo desiderare di più!
Un compleanno fatto di 110 eventi, 35 ospiti, più di 50 titoli, 6 mostre, 2 spettacoli, 10 ore di formazione (con 934 partecipanti), 1 premio letterario (che ha raggiunto i 60 racconti), 5600 presenze totali, oltre 150 classi coinvolte (dalla scuola dell’infanzia alla secondaria di secondo grado), molti amici che ci hanno sostenuto permettendoci di realizzare un festival proprio come lo avevamo immaginato.
Un compleanno che ci ha confermato quanto nella costruzione e realizzazione di questo evento il rapporto umano ne costituisca le fondamenta e il cuore pulsante. Senza lo sguardo pieno di meraviglia dei bambini e dei ragazzi, le storie non potrebbero prendere vita. Senza la passione e la voglia di condividere emozioni che noi adulti sappiamo metterci, le parole e le immagini non potrebbero diventare energia, sogno, spinta a guardare oltre. E a crescere insieme.
Era proprio questo a cui pensavamo quando abbiamo cominciato a progettare Un Ponte di storie e crediamo fermamente che il senso del suo essere piccolo sia anche il suo punto di forza: il piccolo, come abbiamo detto tante volte, non si rifà a una questione di numeri e cifre in sé, ma a uno sguardo più intimo, attento ai dettagli e alle persone. Andiamo al cuore e da lì ripartiamo ogni volta per pensare all’edizione successiva, come stiamo già facendo. C’è ancora molto da imparare, perfezionare e costruire: crescere, del resto, significa anche questo! E noi ce la mettiamo tutta.
In questi anni Un Ponte di storie ci ha insegnato a tenerci per mano, a condividere emozioni e sogni. Un Ponte di storie ci ha regalato la poesia delle storie, quella che sta dietro la musicalità delle parole e la voglia di raccontare e raccontarsi. Quella che vediamo negli scorci del nostro paese, non appena ci fermiamo e concediamo tempo alla meraviglia. Teniamola stretta, dunque, questa meraviglia, perché è solo con lo sguardo pieno di stupore che possiamo riconoscere la bellezza che abbiamo intorno e che spesso diamo per scontata. Le storie ci insegnano anche questo.
Ma soprattutto ce lo insegna il nostro paese, che nei giorni del festival mi è sembrato ancora più bello: quasi le sue mura spesse, i giardini nascosti, i portoni provati dal tempo, le finestre silenziose, i cortili aperti e gli spicchi di cielo tra i tetti avessero voce.
Mi è capitato spesso, in quelle giornate, di vedere ospiti e visitatori aggirarsi tra le vie, incuriositi e con occhi volti proprio a quelle fette di blu, che in qualche momento si sono fatte grigie di nubi, ma senza spaventarci. Sì, perché la poesia di questo paese, insieme a quella portata da autori e illustratori, è stata più forte di ogni altra cosa e oggi ci ricordiamo solo il sole e i colori, gli occhi pieni di luce dei bambini (ma anche dei grandi), le mani alzate, le voci che hanno animato i cortili, le corse per le vie e le risate (tantissime e in ogni angolo).
E questa edizione, che per noi è stata un’importante conferma e un momento di crescita fondamentale, è stata possibile grazie allo sguardo condiviso, all’entusiasmo e alla generosità delle tante persone coinvolte, che insieme alla nostra associazione hanno messo cuore e passione in un evento dedicato ai bambini e ai ragazzi. E che ringraziamo di cuore. Gli ospiti prima di tutto, che non solo hanno portato in paese le loro storie, mostrandocele in forme così diverse e sorprendenti: i libri certo, ma anche l’arte, il teatro, l’illustrazione, l’oralità, la musica. E poi, i tanti sostenitori (pubblici e privati) che hanno reso possibile la realizzazione del festival, i volontari che hanno messo a disposizione il loro tempo e la loro passione, il Comune di Ponte in Valtellina che ci ha creduto fino in fondo, e l’Istituto Comprensivo, che ha fatto in modo che i bambini potessero gioire di giornate piene di stimoli e suggestioni. E ancora, tutte le persone che a Ponte ci hanno aperto case, cortili, giardini e spazi privati e pieni di fascino, rendendo il festival una vera e propria festa per tutto il paese: Casa Cassan sede di Liberodiscrivere Edizioni e Roseto del Drago, l’Hotel Albrici, il Ristorante Cerere, il Teatro Vittoria.
Infine, i bambini e i ragazzi, anima del festival: a loro (e agli adulti che li hanno accompagnati e guidati) va il nostro ringraziamento più grande. Per aver riempito le giornate di Un Ponte di storie di risate, voci che si rincorrevano per le strade, sguardi sgranati e attentissimi, salti e corse, disegni e mani verso il cielo. Senza paura dei primi freddi, pronti a sorprendersi e a sorprenderci. C’è sempre molto da imparare dai bambini e il nostro festival è una grande occasione!
Concedetemi, in chiusura, una nota personale a cui tengo molto. Non smetterò mai di ripetere quanto il calore e la generosità che sento intorno a questo progetto mi rendano orgogliosa e felice di far parte di questa comunità: un festival diffuso tra le vie e i cortili di Ponte era esattamente il disegno che avevo in testa quando ho cominciato a pensare a Un Ponte di storie, cinque anni fa. Sembra passato moltissimo tempo, ma io mi sento ancora emozionata come la prima volta che ho immaginato tutto questo. Solo che ora, insieme all’emozione, c’è anche la gratitudine. Il che rende lo sguardo condiviso verso il futuro ancora più ricco e pieno di entusiasmo. Ancora più forte nel farsi largo tra le difficoltà (e non sono poche) che spesso incontriamo nell’organizzare una manifestazione di questa portata.
I sogni nascono piccoli e diventano grandi grazie alla condivisione, lo dico spesso. E questa è stata un’edizione particolare, dove ancora di più la condivisione (di spazi, idee, tempo) è stata fondamentale per la sua realizzazione: il poco e il piccolo (espressione che mi è molto cara e che devo a mio zio Piergiorgio Picceni) non sono più solo il sentire del microcosmo del paese, ma sono l’idea attorno alla quale insieme abbiamo costruito qualcosa di bello e di magico. Il piccolo diventa grande grazie alle persone e al loro cuore. E per noi Un Ponte di storie è proprio questo, un festival fatto di cuore, un tempo prezioso di arricchimento e di apertura, di scoperta e di stupore.
Grazie, quindi, per il cuore e l’entusiasmo che tutti voi ci avete messo. Grazie per esserci stati e avere contribuito a costruire la poesia che ha animato Ponte per cinque bellissimi giorni!

Pronti per nuove storie e tanta poesia? Il team di Un Ponte di storie, Piccolo Festival letterario per bambini e ragazzi si è rimesso in moto per riempire strade e cortili del paese di racconti, immagini e suggestioni.

Il manifesto della quinta edizione di Un Ponte di storie è stato realizzato da Monica Barengo, madrina del festival
A fare da filo conduttore della V edizione del festival saranno, come annunciato, quegli Scorci di poesia, inattesi e densi di significati, che svelano, provocano, fanno tremare i polsi, fanno riflettere, spalancano lo sguardo, aprono il cuore, invitano alla magia. E a volte diventano anche rifugio.
La Poesia, quindi, intesa come lato poetico di tutto ciò che sta dentro e intorno a noi, sguardo aperto sugli altri e sul mondo, visione e nutrimento è un tema che diventa contenitore di storie e scambio di emozioni e sogni. Tema che come ogni edizione sarà attraversato, indagato e svelato attraverso il filtro della letteratura, dell’illustrazione, dell’arte, della musica e del teatro. Portandoci a scoprire le tante sfaccettature di una parola così densa di significati.
“La poesia non si trova solo nei versi”
Charles Dantzig
Quante sfumature ha la poesia? Tantissime! Perché, se ci pensiamo bene, la poesia sta nella musicalità delle parole, nella meraviglia che sanno spalancare certe pagine, dentro le quali ti immergi e non vorresti più uscirne. E ancora, nei mondi disegnati, cantati, scolpiti o improvvisati che l’illustrazione, l’arte, il cinema e il teatro ci regalano. La poesia sta nell’incontro con l’altro, perché è proprio nel momento in cui ci si apre allo scambio che le storie diventano materia viva e nutrimento. Sta nella natura, che non solo è spettacolo nel quale perdersi, ma è universo che va un po’ riscoperto: perché la natura è intrinsecamente poetica, nell’armonia invisibile di un fiore, di un insetto, ma anche di un cristallo o un fiocco di neve. E poi, la poesia sta anche in una risata che diventa ancora più bella se condivisa.
Infine, la poesia è negli angoli pieni di storia del nostro paese, nelle soffitte dove camminano i gatti, nelle crepe dei muri, nei portoni segnati dal tempo, nei ciottoli delle strade, nei giardini nascosti dietro cancelli che lasciano intravedere l’incanto. E nei giorni di Un Ponte di storie questi cancelli si apriranno per noi, lasciando che le storie li attraversino. Permettendoci di ritrovare quel calore e quel senso di intimità e scambio che i racconti orali, che affondano le radici nelle nostre tradizioni e nella nostra memoria, sanno donare.
Ed ecco che il festival di quest’anno vuole essere proprio questo: un invito ad aprirci, a guardarci intorno con sguardo più consapevole e, soprattutto, più predisposto a cogliere la bellezza di quello che ci circonda. Dalle piccole cose della quotidianità, che spesso non riusciamo a vedere sotto la luce giusta, alla meraviglia della natura, potente e fragile nello stesso tempo. Da quello che abbiamo nel cuore a quello che vediamo negli occhi e nei gesti di chi ci sta vicino.
E se non c’è poesia senza condivisione, non c’è poesia senza sogno e passione. Perché è proprio a partire dai sogni che bambine e bambini, ragazze e ragazzi cominciano a costruire le fondamenta del loro futuro.


La nostra associazione non si ferma mai… e mentre stiamo costruendo la prossima edizione del Festival nascono collaborazioni preziose. Come quella con il progetto di divulgazione scientifica Geni a bordo curato da Andrea Vico e Sergio Pistoi che arriverà a Sondrio il prossimo 19 maggio per una mattinata a metà tra conferenza e spettacolo dedicata al triennio delle scuole secondarie di secondo grado. I temi? L’obiettivo di ‘Geni a bordo’ (organizzato in collaborazione con Farmindustria) è lo sviluppo del pensiero libero e critico su scienza e tecnologia. Aiutare i ragazzi a capire, approfondire e pensare fuori dagli schemi. Soprattutto su temi delicati come la genetica e il futuro delle biotecnologie, focus dell’edizione 2022. Oltre a Sondrio il progetto ha coinvolto le città di Trento, Casalpusterlengo-Codogno, Aprilia, Brindisi, Matera e Palermo, in un bellissimo viaggio della scienza attraverso tutta la penisola.
L’appuntamento è all’Auditorium Torelli, il 19 maggio dalle 10 alle 13; le iscrizioni sono ancora aperte (segreteria@geniabordo.it)


Oggi è la Giornata Mondiale della Poesia ed è il momento perfetto per annunciare la V edizione di Un Ponte di storie. Torneremo a riempire di voci e colori le vie del paese dal 28 settembre al 2 ottobre 2022 e siamo già emozionantissimi!
Perché oggi? Perché il tema del festival sarà proprio Scorci di poesia. Abbiamo pensato a quegli scorci inattesi e densi di significati che mostrano il lato poetico di ciò che sta dentro e intorno a noi, non sempre così immediato ai nostri occhi. E proprio in questo senso, vogliamo aprire uno speciale focus sulle bellezze di Ponte e i suoi angoli segreti così ricchi di storia e storie. Sono tantissime le sorprese che stiamo preparando per voi e, piano piano, vi lasceremo immagini, parole, piccoli indizi e scorci di poesia… per arrivare al festival pronti a immergervi nella meraviglia! Il primo indizio è l’illustrazione qui sopra che appartiene alla madrina di questa edizione. Avete già indovinato?
Si tratta di Monica Barengo, giovane illustratrice di origini torinesi, ma con un’anima legata alla montagna e la poesia nelle mani.
